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E’ complicato disegnare un profilo esatto dell’artista Raffaello Bongini.

Egli ,  per esprimersi  nelle sue opere , sembra usare linguaggi differenti a seconda del suo stato d’animo , degli interessi , delle suggestioni d’un particolare momento.

Raffaello percorre strade varie che lo conducono a spaziare dall’”astratto” al “figurativo” minuzioso , dall’”espressionismo” a cose d’impianto “macchiaiolo” -  “impressionista”.

Le sue esecuzioni sono risolte passando da una pittura “materica” dal cromatismo esplosivo alle lievi e velate stesure quasi diafane che troviamo nelle “grafiche”, negli acquerelli e persino in alcuni “oli”.

Le tematiche affrontate sono le più diverse . Vanno dalle analitiche “nature morte” ad altre di eco impressionista , dai paesaggi che ci rimandano ai “macchiaioli”, a certe “rivisitazioni” di capolavori caravaggeschi e raffaelleschi. Si cala in composizioni astratte che sconfinano all’informale.

Raffaello fin dall’infanzia ha avuto “confidenza” con  i “ferri del mestiere” (matite , colori a tempera , pennelli , olio) in quanto il contesto familiare ce l’ha condotto del tutto naturalmente  (il padre è architetto e pittore , la madre di nazionalità bulgara , pittrice d’icone).

Pur avendo fatto studi del tutto estranei all’ambito artistico, sin dagli anni della scuola media ha provato interesse per mostre d’arte e musei.

Ma la fiammella dell’estro creativo e vocazione per la pittura è diventata un fuoco vivo e poi incendio , allorché 13 anni or sono , dopo una visita alla Galleria Pitti ed alla mostra di Pietro Annigoni  fu “folgorato” dalla vista del “ritratto del Cardinale Inghirami” di Raffaello. Da allora , da saltuaria che era , la sua attività di disegnatore e di pittore , è diventata quotidiana.   Da allora ha cercato di ricercare come Proust  “le temp  perdu” .Si è immerso nella lettura di testi letterari , di storia, di storia dell’arte e di filosofia per “capire” di più.

L’entusiasmo che pone in tutto quanto riguarda le arti sfiora la frenesia e il furore.

Ha frequentato negli anni corsi di anatomia artistica , scuole di nudo presso accademie e strutture qualificate.

Ha esposto in varie mostre dal 2005 (Città di Castello , Sansepolcro , Arezzo , Siena, a Sofia (Bulgaria) dov’è appunto nato il nove gennaio 1974.

Dopo questi 13 anni trascorsi dal giorno della “folgorazione” alla Galleria Pitti , Raffaello ha raggiunto la maturità.

Sempre percorre tante strade ed usa all’apparenza linguaggi diversi , quasi antitetici. Ma chi guarda attento i suoi quadri vi scorgerà la sua “calligrafia” , la sua “cifra” e la sua personalità che sempre tende all’ “esperimento” ed alla ricerca.